Lo svolgimento di lavoro straordinario oltre i limiti consentiti dalla legge e dalla contrattazione collettiva incide sulla condizione psicofisica del lavoratore, pregiudicandola, ed attribuisce il diritto al risarcimento del danno, indipendentemente dall'erogazione di maggiorazioni retributive

Tribunale di Napoli, sez. lav., sent. 12/01/2026, n. 172 e Corte d'Appello di Napoli sez. lav., sentt. 27/05/2026, nn. 2679/2026 e 2531/2026

LAVORO MARITTIMORISARCIMENTO DEL DANNO

05/07/2026 - Avvocato Andrea Pinto

A large ship docks in a beautiful coastal city.
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La giurisprudenza partenopea, attraverso tre recentissime pronunce, ha rammentato che lo svolgimento di lavoro straordinario oltre i limiti consentiti dalla legge e dalla contrattazione collettiva attribuisce al lavoratore il diritto al risarcimento del danno derivante dalla lesione della propria integrità psicofisica.

A ribadirlo è stato, anzitutto, il Tribunale di Napoli, sezione lavoro, che, mediante la sentenza 12/01/2026, n. 172, ha altresì precisato che “ai fini del risarcimento è quindi sufficiente che il lavoratore dimostri l'esistenza dei turni eccedenti, la loro durata e l'entità dello sforamento rispetto ai limiti legali e contrattuali. Spetta invece al datore di lavoro, in ossequio al principio della vicinanza della prova e in considerazione dell'obbligo di protezione derivante dall'art. 2087 c.c., dimostrare l'esistenza di legittime deroghe, la fruizione di riposi compensativi o l'adozione di concrete misure organizzative per prevenire l'usura. La volontarietà del lavoratore nella prestazione dello straordinario non può configurare concorso di colpa né escludere il diritto al risarcimento, in quanto l'obbligo di sicurezza previsto dall'art. 2087 c.c. ha fondamento costituzionale nel diritto al riposo e alla salute, diritti indisponibili che permangono anche in caso di disponibilità del lavoratore. Il superamento dei limiti di orario, infatti, non costituisce una mera questione quantitativa o retributiva, ma incide su diritti fondamentali costituzionalmente garantiti, la cui tutela non può essere rimessa alla volontà del singolo lavoratore, spesso condizionata da esigenze economiche o da pressioni ambientali”.

In merito alla quantificazione del danno da usura psicofisica derivante dal sistematico superamento dei limiti di orario, il Tribunale ha poi affermato, “questo giudicante ritiene di condividere il recente orientamento espresso dalla Corte di Appello di Napoli nelle sentenze nn. 2932/2025, 3714/2025 e 3936/2025, pubbl. rispettivamente in data 12.9.2025, 20.11.2025 e 28.11.2025. La Corte di cassazione con le pronunce nn. 18884/19 e 26450/21 ha stabilito che la maggiorazione retributiva, presente per gli straordinari, non può essere considerata come un risarcimento, neanche in caso di consenso da parte del lavoratore. Sempre il Supremo Collegio, con sentenza n.17154/2015, ha stabilito che tale risarcimento, in mancanza di criteri legali o di principi di razionalità che ne impongano la liquidazione in una somma pari ad un'altra retribuzione giornaliera, dev'essere liquidato in concreto dal giudice del merito, alla stregua di una valutazione che anche mercé l'utilizzazione di strumenti ed istituti previsti dalla contrattazione collettiva - tenga conto della gravosità delle varie prestazioni lavorative”.

Sulla base di tali presupposti, finanche la Corte d’Appello di Napoli, sezione lavoro, mediante le sentenze nn. 2679/2026 e 2531/2026, entrambe pubblicate in data 27/05/2026, ha condannato la datrice di lavoro al pagamento, in favore di due lavoratori, di € 67.118,12 ed € 23.807,32, oltre interessi e rivalutazione, per la lesione della di loro integrità psicofisica dovuta, per l'appunto, all'espletamento di una prestazione lavorativa di entità superiore a quella tollerata dall'ordinamento. 

In definitiva, le pronunce appena menzionate consolidano un principio fondamentale, pienamente applicabile al settore marittimo: la salute del lavoratore è un bene primario ed il rispetto dei limiti temporali della prestazione lavorativa sono posti a presidio dell’integrità della persona

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